Mulino e officina idroelettrica - Il Mulino di Gelagna

Il mulino e l'officina idroelettrica - un progetto di recupero

Un tentativo di recupero culturale

Un tentativo di recupero culturale

E' il recupero di un autentico sito di archelogia industriale. Il mulino per cereali risale almeno al 1400 (documentato nel 1502), è stato dismesso negli anni '50 del 1900. Accanto al mulino fu costruita, intorno al 1910, un'officina idroelettrica che inizialmente distribuiva energia elettrica direttamente agli utenti finali, poi a seguito delle nazionalizzazioni degli anni '60 del 1900, la produzione veniva ceduta integralmente all'azienda di stato ENEL. La centrale idroelettrica è stata dismessa nel 1985. Il recupero del complesso produttivo rappresenta un segno di rispetto per il territorio e per le generazioni di persone che vi hanno lavorato, che vi hanno vissuto e che ne hanno tratto direttamente o indirettamente sostentamento. Il mulino ha rappresentato una risorsa fondamentale per le popolazioni agricole in epoche preindustriali. Per la sua importanza basti sapere che questo sito produttivo di Gelagna, chiamato semplicemente "Molino", è segnalato in una mappa  del 1600 esistente presso la Pinacoteca civica di Camerino. Successivamente la costruzione dell'Officina  ha consentito la fornitura di energia elettrica, detta anche semplicemente "luce" , in una vasta zona dell'entroterra arrivando a rifornire, oltre che parte del Comune di Muccia, la quasi totalità del Comune di Serravalle di Chienti e perfino Colfiorito. La produzione idroelettrica fu il primo grande passo verso condizioni di vita più accettabili e orientate alla modernità ed era perfettamente inserita nella civiltà prevalentemente rurale. Basti pensare che l'energia elettrica veniva utilizzata anche come forza motrice per la trebbiatura dei cereali e la pressatura dei foraggi.
Oggi il suo recupero da di nuovo un senso al territorio ed al suo patrimonio culturale. Un intelligente utilizzo dell'aspetto turistico potrebbe muovere di nuovo l'economia.
I fondatori

I fondatori

Domenico Barboni con la moglie Maddalena Cimica, furono i fondatori dell'azienda elettrica "Barboni Domenico e Figli". Un'avventura iniziata a Muccia e a Serravalle di Chienti agli inizi del 1900. Entrambi con l'estro degli imprenditori visionari e coraggiosi. Forse illuminati dall'Esposizione regionale di Macerata del 1905, che veicolò nei nostri territori il fermento della seconda rivoluzione industriale europea di fine '800, percepirono in anticipo la potenzialità dell'introduzione dell'energia elettrica in un territorio rurale ed in una società sostanzialmente dedita ad un'agricoltura arretrata e povera. Più che l'energia elettrica nelle case portarono la "luce", perchè era questo l'esclusivo utilizzo che si faceva allora di quella "strana forza" che correva lungo sottili fili di rame. Anticipando i tempi dell'elettrificazione generalizzata furono visti come audaci pionieri innovatori se non addirittura benefattori. L'azienda, in un settore considerato ancora "terra di nessuno", si occupava di predisporre le linee elettriche esterne, dalla centrale elettrica fino all'utilizzatore finale, compreso l'impianto interno nelle case, con le valvole fusibili a "tabacchiera", prese di corrente in cui non si capiva ancora bene cosa attaccarci, interruttori a chiavetta o a peretta, tutto in porcellana, bachelite e legno, portalampade, piatto smaltato e infine il miracolo della "lampadina", dopo essere stata attentamente avvitata, con un gesto semplice e solenne, forse affidato esclusivamente al capofamiglia, veniva attivato l'interruttore dando finalmente luce alla stanza che, passando dalla fioca luce delle candele o del lume a petrolio alla luce elettrica, veniva praticamente "illuminata a giorno" con una potenza di circa 5 watt (5 candele) oggi appena sufficienti per una lampada votiva. Le bollette venivano emesse dall'azienda non a consumo ma a forfait e senza troppa fretta nella riscossione. Dopo 50 anni di nazionalizzazione, l'energia è stata di nuovo privatizzata. Dal loro ritratto i nonni Domenico e Maddalena sembrano sorriderne già da allora, in pratica siamo ritornati come era agli inizi. Purtroppo erano tempi in cui c'era poco da ridere, morirono entrambi piuttosto giovani a distanza di pochi mesi l'uno dall'altra, tra il 1929 e il 1930, lasciando quattro figli tutti minorenni e una complicata azienda da portare avanti.

I fabbricati

I fabbricati
La casa del mugnaio  adibita a Bed & Breakfast, con il sottostante mulino (1400 circa) e l'officina idroelettrica costruita intorno al 1910.

Le volte del mulino

Le volte del mulino
Il mulino era dotato di due ruote idrauliche di legno (ritrecini) che trasmettevano la forza motrice a due coppie di mole, una più grande per macinare il grano ed una più piccola per la macinatura grossolana (sfarratura) di cereali destinati all'alimentazione animale.

La torretta di partenza delle linee elettriche

La torretta di partenza delle linee elettriche
Da questo torrino posto sopra l'officina idroelettrica partivano anticamente le linee elettriche verso le diverse destinazioni per rifornire di energia elettrica direttamente gli utenti finali.

La casa sull'acqua !

La casa sull'acqua !
Casa-mulino (1400 circa) e officina elettrica (1910 circa)

Generatore di energia elettrica

Generatore di energia elettrica
Gruppo turbina Francis (Ing. Silvio De Pretto - Schio) e motore asincrono trifase.

Generatore di energia elettrica

Generatore di energia elettrica
Flangia di chiusura e sistema di regolazione della turbina tipo Francis (Officine Parenti-Bologna).
Abbinata al generatore sincrono (C.G.E. - Milano)

Gruppo turbina alternatore

Gruppo turbina alternatore
Gruppo turbina tipo Francis "Officine Parenti - Bologna" e alternatore sincrono "CGE - Milano"

Il quadro elettrico dei comandi

Il quadro elettrico dei comandi
Il quadro elettrico dei comandi "A.E.G. - Thomson Houston - Società Italiana  di Elettricità - Roma"
Il quadro elettrico è in marmo e con accorgimenti oggi impensabili ai fini della sicurezza.

La sicurezza innanzitutto ...!

La sicurezza innanzitutto ...!

Impianti e apparecchiature sul retro del quadro comandi

Il regolatore

Il regolatore
Regolatore automatico di velocità a pressione d'olio (Officine Parenti - Bologna), serve e regolare l'apertura del distributore dell'acqua nella turbina tipo Francis.

Una dei generatori di elettricità

Una dei generatori di elettricità
Alternatore sincrono trifase (C.G.E. - Milano)

Particolare del quadro comandi elettrici

Particolare del quadro comandi elettrici
Amperometro per la regolazione dell'intensità della corrente e il Voltmetro per la misura della tensione.

Manopole di regolazione

Manopole di regolazione
Manopole dei reostati per la regolazione della corrente di eccitazione degli avvolgimenti dell'alternatore sincrono

Regolazione manuale

Regolazione manuale
Manovella di regolazione manuale del distributore della turbina tipo Francis 1910 (Ing.Silvio De Pretto - Schio)

Indice di regolazione

Indice di regolazione
Indice del regolatore automatico di velocità della turbina tipo Francis (Officine Parenti Bologna)

La griglia

La griglia

La vasca di carico dove l'acqua, derivata dal fiume Chienti, attraverso una fitta griglia che faceva da filtro alimentava le ruote idrauliche (ritrecini) del mulino e le turbine dell'officina idroelettrica

La briglia sul fiume

La briglia sul fiume
Quello che resta della vecchia opera di presa (briglia) sul fiume Chienti. Si trattava di uno sbarramento parziale del fiume Chienti con una briglia fatta di blocchi di pietra incastrati fra loro, che dviava l'acqua del corso d'acqua verso il canale (vallato o gora) che dopo un percorso di circa 500 metri portava l'acqua ad una quota adeguata per effettuare un salto idoneo a produrre la forza motrice necessaria a muovere le macine del mulino e i motori dell'officina idroelettrica

La natura si riprende i propri spazi

La natura si riprende i propri spazi

Una vite di manovra di una saracinesca dell'acqua sul vallato del mulino.